Altare
L'Ara Pacis è composta da un recinto che racchiude la mensa, l'altare propriamente detto sul quale si offrivano le spoglie animali e il vino. La mensa occupa quasi totalmente lo spazio interno al recinto, dal quale è separato da uno stretto corridoio il cui pavimento si presenta leggermente inclinato verso l'esterno, in modo tale da favorire la fuoriuscita delle acque, sia piovane che dei lavacri successivi ai sacrifici, attraverso canalette di scolo aperte lungo il perimetro.
L'altare è costituito da un podio di quattro gradini sul quale poggia un basamento, che presenta altri quattro gradini sulla sola fronte. Sopra di essi si eleva la mensa, stretta tra due avancorpi laterali. Le due sponde laterali presentano acroteri a volute vegetali e leoni alati.
Sull'interno della sponda sinistra si distinguono le Vestali, sei in tutto, rappresentate a capo coperto: sono le virgines nominate dal pontifex maximus, la massima carica sacerdotale, scelte tra le fanciulle aristocratiche comprese tra i sei e i dieci anni di età, le quali restavano custodi del fuoco sacro per 30 anni. Qui le vediamo nel corso della cerimonia accompagnate da aiutanti.
Del fregio che fronteggia quello delle Vestali, non rimane invece che un frammento con due figure, la prima delle quali rappresenta un sacerdote, più esattamente un flamen, mentre nel personaggio che segue si è voluto riconoscere lo stasso Auguto, forse rappresentato nella veste di pontifex maximus, carica che assunse nel 12 a.C., proprio mentre l'Ara Pacis era in costruzione. Sulla sponda destra esterna si conserva una processione con tre animali, due bovini e una pecora, condotti al sacrificio da dodici addetti (victimarii). Nelle loro mani gli strumenti del sacrificio: i vassoi, il coltello, la mazza e il ramo d'alloro per l'aspersione. Sono preceduti da un togato (o forse un sacerdote) accompagnato da aiutanti e assistenti al culto. Molto probabilmente, i frammenti del fregio dell'altare sono riferibili ad un sacrificio, forse quello stesso alla Pax Augusta che il Senato aveva decretato si celebrasse ogni anno, il 30 gennaio, nella ricorrenza della consecratio dell'altare.
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